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(seque della pagina 1) 10. Benevolenza del banchiere
—
“Come possiamo noi portarvi $1,080 quando non ce n'è che $1,000 in
tutta l'Isola?” —
“È l'interesse, miei buoni amici. Non è la vostra produzione
aumentata?” —
“Si, ma, il denaro, lui, non è aumentato. Ora, c'è giustamente dei
denaro che voi reclamate e non dei prodotti. Voi solo potete fare del
denaro. Ora voi non avete fatto che $1,000 e ne domandate $1,080. Questo
è impossibile!” —
“Aspettate, miei amici. I banchieri si adattano sempre alle condizioni
per il più gran bene del pubblico... Io non vi domanderò che l'interesse.
Niente che $80. Voi continuerete a tenere il capitale.” —
“Voi ci abbolite i nostri debiti?” —
“No, mi dispiace, ma un banchiere non rimette mai un debito. Voi mi
dovete ancora tutto il denaro prestato. Ma voi non mi rimetterete ogni
anno che l'interesse. Se voi siete assidui a pagare l'interesse, io non
vi incalzerò per il rimborso del capitale. Qualcuno di voi possono
divenire incapaci di pagare persino il loro interesse, poiché il denaro
va da una persona all'altra. Allora organizzatevi come una nazione e
fondate un sistema di collezione. Ciò si chiama tassare. Voi tasserete
di più quelli che avranno più denaro, e gli altri meno. Purché che
voi mi apportiate collettivamente il totale dell'interesse, io sarò
soddisfatto e la vostra nazione andrà bene.” I nostri uomini rincasano metà calmati e metà pensierosi. 11. L'estasi di Martin Golden
“Il
mio affare è buono. Buoni lavoratori, questi uomini, ma ignoranti. La
loro ignoranza e fiducia fanno la mia forza. Essi volevano del denaro,
io gli ho passato delle catene. Essi mi hanno coperto di fiori, mentre
io gli ingannavo. “Oh!
grande banchiere, io sento il tuo genio impadronirsi dei mio essere. Tu
lo hai ben detto, illustre maestro: «Che mi sia accordato il controllo
del denaro di una nazione ed io m'infischio di chi fa le sue leggi.» Io
sono il padrone dell'Isola dei Naufraghi, perché ho il controllo del
suo sistema monetario. “Io
potrei controllare un universo. Ciò che faccio qui, io, Martin Golden, lo posso fare nel mondo intero.
Che io esca, un giorno, di questa Isola: so come governare il mondo
senza tenere di scettro.” E tutta la struttura del sistema bancario sorge nello spirito lietissimo di Martin. 12. Crise di vita cara
Quelli
che pagano più tasse gridano contro gli altri e aumentano i loro prezzi
per trovare compenso. I più poveri, che non pagano tasse, gridano
contro la carezza della vita e comprano meno. Il
morale diminuisce, la gioia di vivere se ne va. Non si ha più cuore al
lavoro. A che vale? I prodotti si vendono male; e quando si vendono,
bisogna dare delle tasse per Martin. La gente si priva. È la crise. Ed
ognuno accusa il suo vicino di mancare di virtù e di essere la causa
della vita sempre più cara. Un
giorno, Enrico, riflettendo nel mezzo del suo frutteto, conclude che il
“progresso” apportato dal sistema monetario del banchiere, ha
rovinato tutto nell'Isola. Certamente,
i cinque uomini hanno i loro diffeti; ma il sistema di Martin nutre
tutto ciò che è di più cattivo nella natura umana. Enrico
decide di convincere e di raccogliere i suoi compagni. Incomincia da
Giacomo. Subito fatto: “Eh! dice Giacomo, non sono affatto sapiente,
io; ma è da molto tempo che io lo sento: il sistema di quello banchiere
è più putrido che il letame della mia stalla della scorsa primavera!”
Tutti sono guadagnati l'uno dopo l'altro, ed un nuovo abbocamento con Martin è deciso. 13. Presso il fabbro di catene
—
“Il denaro è raro sull'Isola, Signor, perché voi ce lo togliete. Vi
paghiamo, vi paghiamo, e vi dobbiamo ancora altrettanto che al principio.
Lavoriamo, facciamo le terre più belle, ed ecco che siamo più mal
presi di prima che voi arrivevate. Debito!
Debito! Debito per sopra la teste!” —
“Orsù! miei amici, ragioniamo un pò. Se le vostre terre sono piò
belle, è grazie a me. Un buon sistema bancario è il più bel attivo
per un paese. Ma per approfittarne bisogna, prima di tutto conservare la
fiducia al banchiere. Venite
a me come ad un padre... Voi volete altro denaro? Molto bene. Il
mio barile d'oro vale molte volte mille dollari... Tenete, io ipotecherò
le vostre nuove proprietà e vi presterò immediatamente un altro mille
dollari.” —
“Due volte più di debiti? Due volte più di interesse da pagare ogni
anno, senza mai finire?” —
“Si, ma, io ve ne prestero ancora altrettanto che voi aumenterete la
vostra ricchezza fondiaria; e voi non mi restituirete che l'interesse.
Voi accatasterete i prestiti, li chiamerete: debito consolidato. Debito
che potrà aumentare di anno in anno. Ma anche il vostro reddito. Grazie
ai miei prestiti, voi svilupperete il vostro paese.” —
“Allora, più il nostro lavoro farà produrre l'Isola, piò il nostro
debito totale aumenterà?” — “Come in tutti i paesi civilizzati, il debito pubblico è un barometro della prosperità.” 14. Il lupo mangia gli agneli
—
“Signori, ogni denaro sano deve essere basato sull'oro e deve uscire
dalla banca allo stato di debito. Il debito nazionale è una buona cosa:
esso mette i governi sotto la saggezza incarnata nei banchieri. A titolo
di banchiere, io sono una fiaccola di civiltà nella vostra Isola.” —
“Signor Martin, noi non siamo che degli ignoranti, ma, noi, non
vogliamo affatto di quella civiltà. Noi non prenderemo piò a prestito
un solo soldo da voi. Denaro sano o non sano, noi non vogliamo più fare
affari con voi.” —
“Mi dispiace questa decisione goffa, Signori. Ma, se rompete il
contratto con me, io ho le vostre firme. Rimborsatemi immediatamente
tutto, capitale e interessi.” —
“Ma, questo è impossibile, Signore. Anche restituendovi tutto il
denaro dell'isola, non saremmo liberi.” — “Io non ci posso niente. Avete voi firmato, si o no? Si! Ebbene, in virtù della santità dei contratti, io sequestro tutte le vostre proprietà ipotecate, come convenuto tra noi, al tempo in cui eravate cosi contenti di avermi. Voi non volete servire con beneplacito la potenza del denaro, voi la servirete con la forza. Voi continuerete a sfruttare l'Isola, ma per me e alle mie condizioni. Andate. Io vi darò i miei ordini domani.” 15. Il controllo del giornali
Martin
ha notato che, tra i cinque uomini, due sono conservatori et tre sono
liberali. Lo ha notato dalle conversazioni dei cinque, la sera,
soprattutto dacché sono diventati suoi schiavi. Si litigano tra rossi e
blù. Di
quando in quando, Enrico, meno partigiano, suggerisce un'Unione dei
Elettori, per meglio risolvere insieme, una situazione penosa a tutti...
Unione pericolosa per tutta dittatura. Martin
si applicherà dunque ad inasprire le loro discordie politiche il più
possibile. Si
serve della sua piccola pressa per pubblicare due foglietti settimanali:
“Il Sole” per i rossi; “La Stella” per i blu. “Il
Sole”, in sostanza dice: Se voi non siete più padroni nel vostro
paese, è a causa di questi arretrati di blu, sempre attaccati ai grossi
interessi. “La
Stella” dice in sostanza: Il vostro debito nazionale è l'opera dei
maledetti rossi, sempre pronti a qualsiasi avventura politica. E i nostri due gruppi politici si litigano sempre più, dimenticando il vero fabbro di catene, il controllore del denaro, Martin. 16. Un relitto prezioso
Egli
apre la cassa: oltre a panno e qualche piccoli articoli, la sua
attenzione si ferma si un libro-album ancora ben conservato intitolato:
“Primo Anno di Verso Domani” Curioso,
il nostro uomo si siede e apre questo libro. Egli legge. Egli divora.
S'illumina: “Ma, s'esclama egli ecco ciò che avremmo dovuto sapere da
molto tempo.”
Il denaro non tira affatto il
suo valore dall'oro, ma dai prodotti che il denaro compra. “Il
denaro può essere una semplice contabilità i crediti passando da un
conto all'altro secondo le compre e le vendite. Il totale del denaro in
rapporto con il totale della produzione. “Ad
ogni aumento della produzione, deve corrispondere un aumento equivalente
del denaro... Mai interesse da pagare sul denaro nascendo... Il
progessso rappresentato, non da un debito pubblico, bensi da un
dividendo uguale a ciascuno... I prezzi, aggiustati al, potere di
acquisto per un coefficiente dei prezzi... Il Credito Sociale...” Tommaso non si tiene più. Si alza e corre, con il suo libro, fare parte della sua splendida scoperta ai suoi quattro compagni. 17. Il denaro, semplice contabilità
“Ecco,
dice egli, quello che avremmo potuto fare, senza il banchiere, senza oro,
senza firmare alcuno debito. “Io
apro un conto al nome di ciascuno di voi. A destra, i crediti, che fà
aumentare il vostro conto; a sinistra, i debiti, che lo fà diminuire. “Noi
volevamo ciascuno $200 per cominciare. Di comune accordo, decidiamo d'iscrivere
per ognuno un credito di 200. Ciascuno ha immediatamente $200. “Francesco
compra da Paolo dei prodotti per $10. Io tolgo a Francesco 10, gli resta 190. Aggiungo 10 a Paolo, ha adesso
210. “Giacomo
compra da Paolo per $8. Tolgo
8 a Giacomo, gli resta 192, mentre Paolo, lui sale a 218. “Paolo
compra legna da Francesco $15. Io tolgo 15 a Paolo, resta con 203;
aggiungo15 a Francesco che risale a 205. “E
cosi di seguito; da un conto all'altro, tutto come i dollari di carta
vanno da una tasca all'altra. “Se
qualcuno di noi ha bisogno di denaro per aumentare la sua produzione, si
apre il credito necessario per lui, senza interesse. Egli rimborsa il
credito una volta venduta la produzione. La stessa cosa per i lavori
pubblici. “Si aumenta anche periodicamente, i conti di ciascuno di una somma addizionale, senza togliere niente a nessuno, in corrispondenza al progresso sociale. Questo è il dividendo nazionale. Il denaro è cosi uno strumento di servizio.” 18. Disperazione del banchiere
“Signore,
voi ci avete indebitati e sfruttati senza alcuna necessità. Noi non
abbiamo più bisogno di voi per reggere il nostro sistema monetario. Noi
avremo ormai tutto il denaro che ci bisogna, senza oro, senza debito,
senza ladro. Noi stabiliamo immediatamente nell'Isola dei Naufraghi, il
sistema del Credito Sociale. Il dividendo nazionale sostituirà il
debito nazionale. “Se voi tenete al vostro rimborso, noi possiamo rimettervi tutto il denaro che avete fatto per noi, non di più. Voi non potete reclamare quello che non avete fatto.” Martin
è in disperazione. È il suo impero che crolla. I cinque diventati
creditisti, il mistero del denaro o del credito non esiste più per loro.
“Cosa fare? pensa egli. Chiedere loro perdono, diventare come essi? Io, banchere, fare cio?.. No. Io cercerò piutosto di non aver bisogno di loro e di vivere in disparte.” 19. Soperchieria scoperta
Da
dove l'inventario generale: la barca, la piccola pressa e... il famoso
barile d'oro. Bisognò che Martin indica il luogo, e si dissotterra il
barile. I nostri uomini lo tirano fuori dal buco con molto meno rispetto
questa volta. Il Credito Sociale ha imparato a loro a disprezzare il
feticcio oro. L'ingegnere,
alzando il barile, trova che per dell'oro, non pesa molto: “Io ho
molto dubbio che questo barile sia pieno d'oro.” L'irruente Francesco
non esita più. Un colpo d'accetta ed- il barile spiega il suo contenuto:
d'oro, non una oncia! Roccie niente che volgari roccie senza valore!... I
nostri uomini hanno pena a ci credere: —
“Dire che egli ci ha mistificati a questo punto, il miserabile! Quanto
creduli bisognò che noi siamo, anche, per cadere in estasi difronte
alla solo parola: ORO!” —
“Dire che noi li abbiamo ipotecato tutte le nostre proprietà per dei
pezzi di carta basati su quattro palate di roccia! Ladro e bugiardo.” —
“Dire che noi ci siamo litigati ed odiati gli uni e gli altri per mesi
e mesi per una tale soperchieria! Il demonio!” Appena
Francesco aveva azalto l'accetta che il banchiere partiva verso la
foresta a tutta velocità.
Dalla parabola alla realtà Sistema di denaro-debito
Il
sistema di denaro-debito, introdotto da Martin sull'Isola dei Naufraghi Non è esattamente questo che avviene nei nostri paesi civilizzati? Il Canadà attuale è certamente più ricco, di ricchezze reali, che 50 o 100 anni fà o che dai tempi dei pionieri. Ora, comparate il debito pubblico, la somma di tutti i debiti pubblici del Canadà di oggi con quella che era questa somma 50 anni fa, 100 anni fa, tre secoli fa! C'è però la popolazione canadese essa stessa che, nel corso dei anni, ha prodotto l'arricchimento. Perché dunque tenerla indebitata per il risultato del suo lavoro? Considerate, per esempio, il caso delle scuole, dei acquedotti municipali, deo ponti, delle strade, ed altre. costruzioni di carattere pubblico. Chi le costruisce? Dei costruttori del paese. Chi fornisce i materiali? Dei manifatturieri del paese. E perché essi possono cosi impiegarsi a dei lavori pubblici? Perché ci sono altri lavoratori che, essi, producono alimenti, vestimenti, scarpe, o forniscono dei servizi che possono utilizzare i costruttori ed i fabbricanti di materiali. È dunque bene la popolazione, nel suo insieme, che per il suo lavoro di tutti i tipi, produce tutte queste ricchezze. Se essa fa venire prodotti dall'estero, è per contropartita per prodotti che essa stessa fornisce all'estero. Ora, cosa si constata? Dappertutto, si tassa i cittadini per pagare queste scuole, questi ospedali, questi ponti, queste strade ed altri lavori pubblici. Si fa dunque pagare alla popolazione, collettivamente, quello che la popolazione, collettivamente, essa stessa ha prodotto. Pagare più del prezzo E questo non si ferma là. Si fa pagare la popolazione più del prezzo di quello che essa stessa ha prodotto. La sua produzione, arricchimento reale, diviene per essa un debito caricato di interessi. Con gli anni, la somma degli interessi puo uguagliare, o anche superare, l'importo del debito imposto dal sistema. Avviene cosi che si fa pagare la popolazione due volte, tre volte, il prezzo di quello che essa stessa ha prodotto. Oltre i debiti pubblici, vi sono anche i debiti industriali, anche questi caricati di interessi. Essi forzano l'industriale, l'imprenditore, ad aumentare i suoi prezzi al di là del costo di produzione, alfine di poter rimborsare capitale ed interessi, altrimenti farebbe bancarotta. Debiti pubblici o debiti industriali, è sempre la popolazione che deve pagare tutto questo al sistema finanziario. Pagare in tasse quando si tratta di debiti pubblici, pagare in prezzi quando si tratta di debiti industriali. I prezzi gonfiano mentre le tasse schiacciano il portamonete. Sistema tirannico Tutto questo e molto altre cose indicano bene un sistema di denaro, un sistema di finanza, che comanda invece di servire e che tiene la popolazione sotto la sua dominazione, come Martiri manteneva gli uomini dell'Isola sotto la sua dominazione prima che essi si rivoltino. E se i controllori del denaro rifiutano di prestare, o se ci mettono delle condizioni troppo difficili per i corpi pubblici o'per gli industriali, cosa succede? Succede che i corpi pubblici rinunciano a dei progetti che sono però urgenti; succede che gli industriali rinunciano a degli sviluppi o delle produzioni che risponderebbero però a dei bisogni. E cio è causa di disoccupazione. E per impedire i disoccupati di morire addirittura, bisogna tassare quelli che hanno ancora qualcosa o che guadagnano ancora un salario. Si può immaginare un sistema più tirannico, di cui i malefici si fanno sentire fra tutta la popolazione? Obstacolo alla distribuzione E questo non è tutto. A parte di indebitare la produzione che finanzia, di paralizzare quella che rifiuta di finanziare, il sistema monetario è un cattivo strumento finanziario di distribuzione dei prodotti. E bello avere dei negoz:i e dei depositi pieni, è bello avere tutto ciò che bisogna per una produzione anche più abbondante, la distribuzione dei prodotti. è razionata. Per
ottenere i prodotti, in effetto, è necessario pagarli. Dinanzi ai
prodotti abbondanti, bisognerebbe un'abbondanza di denaro nelle
portamonete. Ma questo non è il caso Il sistema mette sempre più di
prezzi sui prodotti che di denaro nei portamonete del pubblico che ha
bisogno di questi prodotti. La capacità di pagare non è equivalente alla capacità di produrre. La finanza non è in accordo colla realtà. La realtà, questa è un'abbondanza di prodotti facili a fare. La finanza, questa è la moneta razionata e difficile ad ottenere. Correggere ciò che è vizioso Il sistema monetario attuale è dunque veramente un sistema punitivo, invece di essere un sistema di servizio. Questo non vuol dire che, bisogna sopprimerlo, ma correggerlo. È questo che farebbe magnificamente l'applicazione dei principi finanziari conosciuti soto il nome di CREDITO SOCIALE. (Da non confondere col partito politico che prende falsamente lo stesso nome.) Il Credito Sociale Il denaro conforme al reale Il denaro di Martin, sull'Isola dei Naufraghi, non avrebbe avuto alcun valore se non vi fosse stato alcun prodotto sull'Isola. Anche se il suo barile fosse stato realmente pieno d'oro, che cosa quest'oro avrebbe potuto comprare in un'Isola senza prodotti? Oro, o denaro di carta, o qualsiasi importi di cifre nel libro di conto di Martin non avrebbero potuto nutrire nessuno, se non vi fossero stato dei prodotti alimentari. La stessa cosa per i vestiti. E cosi per tutto il resto. Ma c'erano dei prodotti sull'Isola. Questi prodotti provenivano dalle risorse naturali dell'Isola e dal lavoro della piccola comunità. Questa ricchezza reale, che da sola dava valore al denaro, era la proprietà degli abitanti dell'Isola e non la proprietà esclusiva del banchiere Martin. Martin gli indebitava per ciò che ad essi apparteneva. Essi l'hanno compreso quando hanno conosciuto il Credito Sociale. Essi hanno compreso che ogni denaro, ogni credito finanziario, è basato sul credito della società essa stessa e non sull'operazione del banchiere. Hanno compreso che il denaro doveva dunque essere,di loro proprietà al momento che esso cominciava; dunque, essere consegnato a loro, diviso tra loro, pronto a passare in seguito dagli uni agli altri secondo il va e viene della produzione degli uni e degli altri. La questione del denaro diventava da quel momento per, loro quello che è essenzialmente: una questione di contabilità. La prima cosa che si esige di una contabilità è di essere esatta, conforme alla cose che essa esprime., Il denaro deve essere conforme alla produzione o alla distruzione di ricchezza. Seguire il movimento della ricchezza: produzione abbondante, denaro abbondante; produzione facile, denaro facile; produzione automatica, denaro automatico; gratuite nella produzione, gratuite nel denaro. Il dinero per la produzione Il denaro deve essere al servizio dei produttori, a misura che ne hanno bisogno per mobilizzare i mezzi di produzione. Questo è possibile, poíché si è già fatto, da oggi a domani, non appena che fu dichiarata la guerra. Il denaro, che mancava dappertutto da dieci anni è venuto tutto ad un tratto; e durante i sei anni di guerra, non vi è più stato alcun problema di denaro per finanziare tutta la produzione possibile e richiesta. Il denaro può dunque essere, e deve essere, al servizio della produzione pubblica e della produzione privata, con la stessa fedeltà che fu al servizio della produzione di guerra. Tutto ciò che è fisicamente possibile per rispondere ai bisogni legittimi della popolazione deve essere renduto finanziariamente possibile. Ciò sarebbe la fine degli incubi dei corpi pubblici. E sarebbe la fine della disoccupazione e delle sue privazioni, finché restano delle cose a fare per rispondere ai bisogni, pubblici o privati, della popolazione. Tutti capitalisti — Dividendi ad ognuno Il Credito Sociale preconizza la distribuzione di un dividendo periodico a tutti. Una somma di denaro che, diciamo, sarà versata ogni mese ad ogni persona, indipendentemente del suo impiego — tutto come il dividendo versato al capitalista, anche quando egli non lavora personalmente. Si ammette che il capitalista dai dollari, colui che investe denaro in una impresa, ha diritto ad un reddito sul suo capitale, reddito che si chiama dividendo. Ci sono altri individui che mettono il suo capitale in opera, e questi altri sono ricompensati per questo, in salari. Ma il capitalista tira un reddito dalla sola presenza del suo capitale nell'impresa. Se vi lavora personalmente, tira allora due redditi: un salario per il suo lavoro ed un dividendo per il suo capitale. Ebbene, il Credito Sociale considera che tutti i membri della società sono capitalisti. Tutti possiedono in comune un capitale reale che concorre molto di più alla produzione moderna che il capitale-dollari o che il lavoro individuale dei impiegati. Quale è questo capitale comunitario? Dapprima vi sono le ristorse naturali del paese, che non soto state prodotte da nessuno, che sono une gratuità de Dio a quelli che abitano questo paese. Poi, vi è la somma delle conoscenze, delle invenzioni, delle scoperte, dei perfezionamenti nelle tecniche di produzione, di tutto questo progresso, acquisito, accumulato, ingrandito e trasmesso da una generazione all'altra. Questa è una eredità comune, guadagnata dalle generazioni passate, che la nostra generazione utilizza ed ingrandisce ancora per passarla alla seguente. Questa non è la proprietà esclusiva di nessuno, ma un bene comunitario per eccelenza. E questo è bene il più grande fattore della produzione moderna. Eliminate solamente la forza motrice del vapore, dell'elettricità, del petrolio — invenzioni degli ultimi tre secoli — e dite cosa sarebbe la produzione totale, anche con molto più lavoro, e ben più lunghe ore, con tutti i lavoratori del paese. Senza dubbio, bisogna ancora dei produttori per mettere questo capitale in rendimento, ed essi ne sono ricompensati dal loro salari. Ma, il capitale lui stesso deve valere dei dividendi ai suoi proprietari, dunque a tutti i cittadini, tutti ugualmente co-eredi delle generazioni passate. Poiché questo capitale comunitario è il più grande fattore di produzione moderna, il dividendo dovrebbe essere capace di procurare ad ognuno almeno quello che occorre per provvedere ai bisogni essenziali dell'esistenza. Poi a misura che la meccanizzazione, la motorizzazione, l'automazione, prendono una parte sempre più grande nella produzione, con sempre meno lavoro umano, la parte distribuita dal dividendo dovrebbe diventare sempre più grande. Ecco tutta un'altra maniera di concepire la distribuzione della ricchezza che la maniera di oggi. Invece di lasciare delle persone e delle famiglie nella grande miseria o di tassare quelli che guadagnano per venire al soccorso di quelli che non sono più necessari alla produzione, si vedrebbe tutte le persone assicurati d'un reddito di base dal dividendo. Migliore ripartizione alla sorgente. Sarebbe nello stesso tempo, un mezzo, ben appropriato alle grandi possibilità produttrici moderne, di realizzare nella pratica il diritto di ogni essere unano all'uso dei beni materaili. Diritto che ogni persona tira dal solo fatto della sua esistenza. Diritto fondamentale e imprescríttibile che Pio XII rammentava nel suo storico radio messagio del 1 giugno 1941: “I beni creati da Dio li sono stati per tutti gli uomini e devono essere alla disposizione di tutti, secondo i principi della giustizia e della carità. Ogni uomo, come essere dotato di ragione, tiene in fatto dalla natura il diritto fondamentale di usare dei beni materiali della terra... Un tale diritto individuale, non sarebbe essere soppresso in alcuna maniera, nemmeno dall'esercizio d'altri diritti sicuri e riconosciuti su dei beni materiali.” Un dividendo a tutti ed a ognuno: ecco bene la formula economica e sociale la più radiosa che sia mai stata proposta ad un mondo di cui il problema non è produrre, ma di distribuire i prodotti. Non
da un partito politico
Numerosi, in parecchi paesi, quelli che vedono nel Credito Sociale di Douglas, quello che è stato proposto di più perfetto per servire l'economia moderna d'abbondanza, e per mettere i prodotti al servizio di tutti. Resta a far prevalere questa concezione dell'economia, affinché diviene un'attuazione nella. pratica. Sfortunamente, in. Canadà, dei politicanti hanno disonorato le due parole: “Credito Sociale” prendendole per designare un partito politico. Questo è il più grande torto, che mai è stato fatto alla comprensione ed a l'espansione della dottrina di Douglas. Questa è diventata una sorgente di confusione ed una causa di diffidenza. Molta gente rifíuta a priori di sentire parlare del Credito Sociale, perché ci vedono un partito politico, ed essi hanno già dato la loro. adesione ad un altro partito. Pertanto, il Credito Sociale, autenticamente compreso, non è del tutto un partito politico. È esatamente il contrario. Il fondatore stesso della scuola creditista: C.H. Douglas, conosceva certamente meglio che quelle piccole teste gonfiate che vogliono servirsi dell'idea superficiale che ne hanno per cercare di soddisfare le loro ambizioni politiche. Ora, Douglas, ha dichiarato nettamente che c'è incompatibilità tra Credito Sociale e politica elettorale. Partito politico e Credito Sociale sono due termini che si escludono l'uno l'altro, per la loro stessa natura, per il loro scopo, il loro motore, il loro spirito. I principi del Credito Sociale reposano su una filosofia. E questa filosofia dà la precedenza alla persona sul gruppo, sulle istituzioni, sul governo esso stesso. Tutta attività, fata in nome del Credito Sociale autentico deve essere un'attività al servizio delle persone. È tutto un altro motore che anima e orienta le attività di un partito politico. Ogni partito politico, antico o nuovo, ha come primo scopo di conquistare o di conservare il potere, di diventare o di restare il gruppo che governerà il paese. E, la ricerca del potere per un gruppo. Il Credito Sociale, al contrario, concepisce il potere ridistribuito a tutti: il potere economico, da un dividendo periodico permettendo ad ogni individuo di dare dei comandi alla produzione del suo paese; il potere politico, facendo dello Stato, dei governi da tutti i gradi, la cosa della persona, e non le persone la cosa dello Stato. È il governo che interessa i partiti politici. Mentre è la persona, lo sboccio della persona che interessa il vero creditista. La politica di partito incita i cittadini ad abdicare la loro responsabilità personale, il partito mettendo tutta l'importanza sul voto, su un atto di qualche secondo che il cittadino compie nascoto dietro uno schermo, dopo essere stato servito di stufato elettorale di tutte le salse durante quattro settimane. Il Credito Sociale, al contrario, impara ai cittadini a prendere essi stessi le loro responsabilità, in politica'come nelle altre cose, ed in ogni ternpo, facendosi la sorveglianza e la coscienza dei governi, gridando la verità e denunciando le ingiustizie senza tregua ovunque dove si trovano. Ogni partito politico contribuisce a dividere il popolo, i partiti lottando gli uni contro gli altri, alla ricerca del potere. Ora, ogni divisione indebolisce. Un popolo diviso, indebolito, si fa mal servire. La dottrina del Credito Sociale, al contrario, rende i cittadini coscienti delle aspirazioni fondamentali comuni ad ogni persona. Un movimento creditista autentico apprende ai cittadini ad unirsi per delle domande sulle quali tutti si accordano, a fare al bisogno le pressioni concertati sui governanti, qualunque sia il gruppo' al potere. È per questo che il giornale: “Vers Demain” da cui queste pagine sono tratte, raccomanda in politica: la pressione del popolo raggruppato fuori dei parlamenti, ma operando sui governi, affine da fare gli electi del popolo legiferare nel senso del Credito Sociale. Per fare prevalere delle grandi idee, come la bella concezione creditista dell'economia, si ha bisogno, non di politicanti avidi di vanagloria e di denaro ma degli apostoli che si danno senza calcolo, non avendo in vista che il trionfo della verità ed un mondo migliore per tutti; degli apostoli distaccati da tutta ricompensa quaggiù, facendo tutto il loro possibile per la causa abbracciata e, per il resto, rimettendosi nelle mani di Dio. Il giornale “Vers Demain” lavora per formare di questi apostoli. Il giornale “Vers Demain” presenta i loro obiettivi, le loro attività e le loro attuazioni. Louis EVEN
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